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Un
Trojan invia spam ai cellulari
Identificato da Sophos
il Trojan Troj/Delf-HA.
(14/11/2004)
Da
Sophos arriva la segnalazione di un nuovo Trojan
che invia messaggi spam agli utenti di telefoni cellulari.
Il Trojan, identificato con il nome di Troj/Delf-HA, infetta
i personal computer ed accede ad un sito web russo per scaricare le
istruzioni sulla campagna di spamming. Il Trojan attacca i proprietari
di telefoni cellulari mandando via Sms messaggi di testo non richiesti,
utilizzando "Invia un messaggio di testo" che si trova
facilmente sui siti di numerosi fornitori russi di reti per cellulari.
(edited by 01net)
E'
accordo tra Nokia e Megabeam
La collaborazione in
occasione del lancio del nuovo Nokia 9500 Communicator.
(14/11/2004)
Nokia
e Megabeam Italia hanno
siglato un accordo di collaborazione in occasione del lancio del
Nokia 9500 Communicator con opzione di connettività Wi-Fi integrata.
La partnership prevede una serie di attività congiunte.
In primo luogo chi acquista il dispositivo Nokia 9500 Communicator nella
formula “pacchetto Special” troverà all'interno della
confezione una brochure con due account di demo gratuiti del servizio
presso tutti gli hotspot Megabeam e informazioni sul servizio.
L'unica cosa che il cliente dovrà fare una volta all'interno di uno
degli hotspot Megabeam, sarà aprire la finestra di navigazione in
Internet sul proprio Nokia 9500 Communicator ed inserire User e Password
di test nella Log-In-page di Megabeam.
Una seconda attività riguarda invece i rivenditori Nokia Point, che
potranno divenire hotspot e unirsi al network di location di
Megabeam. Questo darà la possibilità ai clienti di provare
direttamente le funzionalità Wi-Fi al momento dell'acquisto e ai Nokia
Point di divenire location di riferimento nei centri cittadini
Inoltre, in occasione del lancio del prodotto verrà fornita connettività
demo alla clientela durante il roadshow dimostrativo presso le
location dove la connettività Wi-Fi è più richiesta.
(edited by 01net)
Gmail
supporterà anche il POP3
Gli utenti potranno
scaricare i messaggi in locale con un classico client di posta
(14/11/2004)
Google
ha aperto il servizio di posta Gmail anche al protocollo POP3. In questo
modo gli utenti potranno non solo gestire la corrispondenza Gmail via
Internet (come fanno adesso), ma anche scaricare i messaggi in locale
utilizzando i client POP3. Questa funzione (gratuita) verrà
progressivamente estesa a tutti gli utenti Gmail nel corso delle
prossime due settimane. Nella sezione help di Gmail sono dettagliate le
istruzioni per configurare i vari client che comprendono Outlook
Express, Outlook (2002 e 2003), Entourage, Eudora (dalla 5.1 in su),
Netscape Mail (4.5, 4.6, 4.7, 6.2 e 7.x), Mozilla 1.7 e Thunderbird 0.x
Un volta attivato il supporto POP3, l’utente avrà la possibilità di
scegliere se tenere i messaggi sul server (opzione di default), oppure
gestirli unicamente in modalità off line. La decisione di Google è
degna di nota, perché generalmente gli altri servizi di posta via Web
offrono il supporto POP3 solamente come opzione a pagamento. Google sta
poi lavorando anche a un servizio antivirus i cui dettagli sono in fase
di definizione. Il servizio di posta Gmail è tuttora in fase beta ed è
disponibile solo su invito. Gli analisti osservano che il supporto POP3
potrebbe fare da preludio a un rilascio definitivo del servizio al
grande pubblico.
(edited by 01net)
La Volpe
Contro Il Gigante. Firefox Battera' Internet Explorer?
E' stata da poco rilasciata la versione 1.0 del nuovo
browser open source Firefox. Internet Explorer e' avvisato.
NEW YORK, USA. E'
stata da poco rilasciata la versione 1.0 del nuovo browser open source Firefox.
Internet Explorer e' avvisato.
La Mozilla Foundation, nel cui grembo e' nato il nuovo browser, ha rilasciato la
recente release dopo due anni di grande sviluppo.
Dopo le enormi falle quotidianamente scoperte su Internet Explorer, gli utenti
passeranno al piu' sicuro Firefox, affermano gli esperti. Per ironia della
sorte, Firefox e' basato in parte su Netscape Navigator, il primo concorrente di
Microsoft Internet Explorer.
Il browser supporta anche un client di posta elettronica (Thunderbird) anch'esso
completamente open source.
(edited by www.studiocelentano.com
)
È
di nuovo made in Usa il più potente del mondo
L'Ibm Blue Gene è al primo
posto della classifica mondiale.
La casa di Armonk si prende la
rivincita sulla giapponese Nec.
Ibm
si prende la rivincita e torna sul trono. È suo il supercomputer più potente
del mondo. La casa di Armonk ritorna in vetta alla lista dei 500 calcolatori
più performanti, due anni dopo essere stata battuta da Nec che con il suo Earth
Simulator aveva scalzato Big Blue da una posizione di storica leadership
suscitando non poco scalpore per lo smacco subito dall’industria informatica
americana. La nuova classifica, pubblicata in occasione della conferenza
internazionale sul supercalcolo che si tiene in questi giorni a Pittsburg, vede
in prima posizione Blue Gene/ L Beta-System, ultima evoluzione del progetto di
Ibm per creare la macchina da calcolo più potente del mondo destinata alla
genetica e allo studio della struttura delle proteine. L’elaboratore, del
quale Big Blue ha anche deciso di vendere una versione in scala ridotta, ha una
potenza massima di 70,720 teraflops (migliaia di miliardi di operazioni in
virgola mobile al secondo) e una capacità di picco di 91,750 Tflop/S, cioè
oltre 90mila miliardi di operazioni al secondo, ottenuta con 32.768
microprocessori PowerPc da 0,7 GHz ciascuno. Blue Gene surclassa qualsiasi
realizzazione precedente e la potenza è doppia rispetto a quella del Nec Earth
Simulator che con i suoi 35,860 teraflops aveva fatto gridare al miracolo.
Il mega-elaboratore nipponico è battuto da un'altra casa americana: la Sgi (ex
Silicon Graphics) che piazza il suo Columbia al secondo posto. Si tratta di un
supercalcolatore capace di 51,870 teraflops, un valore che dà ulteriormente la
misura del progresso degli ultimi tre anni. Nel novembre del 2002 in vetta alla
classifica Top 500 vi era l’ibm Asci White da 7,226 teraflops, un
supercalcolatore che, dedicato a simulare esplosioni nucleari, fu battuto nel
giugno dell’anno seguente dal computer Nec. La potenza di calcolo del
«vecchio» Ibm, ancora attivo, è circa dieci volte inferiore a quella del
nuovo supercomputer oggi in cima alla graduatoria mondiale. L’evoluzione è
espressa anche dal fatto che sei mesi fa la potenza massima installata in tutto
il mondo era di 813 teraflops, oggi invece si è raggiunto l’ordine di
grandezza superiore: si contano 1,127 petaflops, cioè milioni di miliardi di
calcoli in virgola mobile per secondo
Il quarto posto segna il trionfo della Spagna. Il supercomputer centre di
Barcellona ha realizzato un eleboratore (MareNostrum) da 20,530 teraflops
utilizzando tecnologia Ibm. In particolare l’elaboratore sfrutta un insieme di
piccoli server che grazie alla tecnica del clustering operano come se fossero un
unico grande computer.
In quinta posizione invece un supercomputer (Thunder) da 19,940 teraflops che
installato presso i Lawrence Livermore National Laboratory è realizzato con
4.096 processori Intel serie Itanium 2 a 64 bit. Al settimo posto vi è invece
il super Macintosh, ovvero un supercalcolatore realizzato con tecnologia Apple.
Si chiama SystemX ed è capace di 12,250 teraflops.
Al di là dell’affermazione di Ibm, la nuova graduatoria mondiale è il
trionfo di Intel e rappresenta il simbolo del progresso dei microprocessori
standard, quelli comunemente usati per i server basati sulla tecnologia di base
dei personal computer. La casa di Santa Clara, infatti, rispetto a un anno fa,
ha visto aumentare da 189 a 287 il numero di macchine costruite con cpu a 64 e
32 bit appartenenti alle famiglie Itanium e Xeon (destinati commercialmente ai
server di fascia media) e alla serie Pentium 4 utilizzati nei personal computer.
In pratica Intel domina numericamente la classifica poiché più di un
supercomputer su due utilizza la sua tecnologia. La multinazionale è inseguita
dalla concorrente Amd che è riuscita a piazzare 32 elaboratori in graduatoria,
ma si trova davanti i chip Pa Risc di Hewlett-Packard e i Power Pc di Ibm.
(edited by www.ilsole24ore.com
)
Hollywood
sfida il P2P illegale
Multe
salatissime per i pirati
La
"Motion Picture Association of America" (Mpaa), l'associazione che
riunisce le principali case cinematografiche statunitensi, ha deciso di seguire
le orme della Riaa e perseguire legalmente tutti gli utenti Internet che si
servono dei sistemi file sharing per scambio materiale protetto da copyright.
L'iniziativa, annunciata da Dan Glickman in persona, neo-presidente
dell'associazione subentrato al più noto predecessore Jack Valenti, prenderà
il via nei prossimi giorni quando, circa 200 cause legali verranno avviate
contro altrettante persone sospettate di aver distribuito illegalmente film
attraverso la Grande Rete.
Le cause civili tenteranno di bloccare la commercializzazione dei film e di
richiedere risarcimenti sino a 30.000 dollari per pellicola, ha detto la Mpaa,
aggiungendo che i danni potrebbero salire a 150.000 dollari se la violazione è
stata compiuta consapevolmente. Le case discografiche hanno aperto la strada a
questo genere di cause legali, prendendo di mira i principali distributori
online di file musicali che usano Kazaa ed altri programmi per scaricare canzoni
dal web.
L'associazione che rappresenta i principali studios di Hollywood prevede di
lanciare la propria azione legale a partire dal prossimo 16 novembre. Gli
studios sono stati lenti nel far uscire online film di qualità pari a quella
dei dvd, un po' per la diffusione di copie pirata, un po' per i limiti della
tecnologia, che poteva richiedere ore per scaricare un film anche a bassa
risoluzione, mentre per una canzone bastano minuti o addirittura secondi.
Tuttavia i miglioramenti della tecnologia stanno colmando ora questo divario.
"La differenza sta sparendo rapidamente - ha detto in una dichiarazione la
Mpaa, aggiungendo che le tecnologie del futuro potrebbero consentire di
scaricare film addirittura in sei secondi - così abbiamo intrapreso queste
azioni per tentare di prevenire che questa attività illegale possa diventare il
filone principale".
(edited by www.giornaletecnologico.it)
Due
sono le nuove falle scoperte in Internet Explorer.
La
prima falla consente di falsificare un indirizzo internet in una
pagina: passando sopra il collegamento (link) viene visualizzato nella barra
inferiore di Internet Explorer un indirizzo falso, infatti, quando si clicca sul
link si viene indirizzati ad un altro indirizzo, diverso da quello
mostrato.Questa falla potrebbe essere utilizzata per compiere delle truffe
on-line (phising), a danno dell′utente esperto che potrebbe (ingenuamente)
inserire pure il suo numero di carta di credito.
La seconda falla, che riguarda l′elemento
IFRAME, permetterebbe ad un malintenzionato di prendere il controllo del PC
della vittima con una semplice pagina web.Vulnerabile
è Internet Explorer 6.0 di Windows XP e quello di Windows 2000. Non
risulta vulnerabile invece Windows XP con il Service Pack 2 installato.Questa
falla è stata definita critica da Secunia, poiché sono stati rilasciati i modi
per sfruttarla e, di conseguenza, creare danni: essa potrebbe essere sfruttata
per l′installazione di trojan e backdoor, che aprirebbero le porte del
nostro computer agli attacchi di pirati informatici.Dato che non esiste ancora
rimedio (patch), un mio consiglio è quello di cambiare browser (scegliendo
Mozilla od Opera), oppure di disattivare in Internet Explorer gli ActiveX o,
ancora, di installare il Service Pack 2 di Windows XP.Il SP2 è una toccasana
per Windows per quanto riguarda la sicurezza: disabilita gli script pericolosi
in Internet Explorer/Outlook Express, blocca gli allegati di incerta provenienza
e blocca la visualizzazione delle immagini e del codice HTML nelle e-mail. (guarda
le info ufficiali)
(edited by www.hardwaremax.it)
Napster
conquista i cellulari
In
America il nuovo servizio
Su Internet il File
Sharing piace tantissimo agli utenti, ma la concorrenza tra i fornitori di
contenuti legali e quelli che lasciano liberi i propri abbonati di scambiare
materiale protetto da copyright è spietata. Per questo motivo, Napster, padre
di tutti i servizi P2P, ha deciso di lanciarsi alla conquista dei terminali
mobili. Il servizio, che partirà negli Stati Uniti, si chiama “Napster To Go”
e sarà fruibile da tutti gli utenti che possiedono uno smartphone Audiovox
SMT5600. Ad offrirlo per primo ai propri clienti, è stato l'operatore americano
AT&T Wireless che ha anche fissato il prezzo mensile, di 14 dollari e 95
centesimi, che darà diritto a scaricare un numero illimitato di brani
.
La musica così
prelevata, potrà essere ascoltata come si fa comunemente su un lettore Mp3
portatile, oppure usata come suoneria. Un servizio innovativo dunque, che
susciterà di certo l’interesse dei più giovani. Per quanto riguarda lo
smartphone Audiovox SMT5600 risulta esser basato sulla piattaforma Windows
Mobile 2003 SE Smartphone di Microsoft. Il terminale integra 28,5 Mbyte di
memoria interna e può contenere fino ad un massimo di 6 brani musicali.
Superato tale limite l’utente dovrà decidere quale traccia cancellare.
Se si volesse comunque avere a disposizione una maggiore capacità di
archiviazione non ci saranno problemi. Il dispositivo, infatti, risulta
compatibile con le nuove schede d'espansione miniSD disponibili con capacità
fino a 512 Mbyte.
(edited by www.giornaletecnologico.it)
Metti
in carica il cervello
Per
combattere la demenza
Un
equipe di scienziati di un laboratorio del Maryland, negli Stati Uniti, ha
trovato il modo per incrementare l’attività cerebrale delle persone. Niente
pastiglie magiche o sostanze da iniettare nel flusso sanguigno, per diventare
più reattivi agli stimoli esterni è sufficiente una semplice scarica elettrica
al cervello! Non si tratta di un elettrochoc, anche se il principio di
funzionamento è lo stesso, ma di un piccolissima scossa che non provoca alcun
danno .
I volontari che hanno accettato di sottoporsi all’esperimento, sono stati
invitati a dire tutte le parole che ricordavano che cominciavano con una certa
lettera. Trascorsi 90 secondi la maggior parte delle persone aveva pronunciato
circa 20 parole. Dopo esser stati “ricaricati” però, con una scarica di 2
millesimi di ampere (una frazione di quella che serve per far funzionare un
orologio digitale) per 20 minuti, il risultato è cambiato drasticamente. La
capacità dei soggetti, infatti, è cresciuta del 20%, senza alcun spiacevole
effetto collaterale.
Per i ricercatori è stata una vera e propria scoperta “elettrizzante”.
Grazie ad essa, infatti, oltre che incrementare l’attività cerebrale negli
individui sani, si potrà anche aumentare significativamente l'attività dei
neuroni nella corteccia pre frontale di pazienti colpiti da demenza temporanea,
una malattia che causa problemi al linguaggio.
"Non dovrebbe essere la cura - afferma Iyer, uno dei ricercatori impegnati
nel progetto, ancora in fase di sperimentazione - ma potrebbe essere usata
insieme ai farmaci". L'idea che la corrente elettrica potesse aiutare
l'attività del cervello era alla base di alcuni esperimenti che furono fatti
già negli anni '50. Tale tecnica però, meno raffinata, non incontrò il favore
dei medici, e ancor meno quello dei pazienti.
(edited by www.giornaletecnologico.it)
La
musica che vuoi sempre con te
Oltre
50 ore di autonomia
Un
successo preannunciato quello di iAudio G3, il nuovo lettore Mp3 di iAudio,
presentato al grande pubblico di SMAU 2004 insieme alle novità per il prossimo
inverno. Il lettore, dotato di memoria flash in grado di offrire oltre 50 ore
ininterrotte di musica con una sola batteria standard “AA”, supporta i file
Mp3 e quelli OGG, WMA, ASF e WAV. Per i più esigenti, la casa produttrice, ha
fatto poi in modo di integrare una potente radio FM stereo e un registratore
vocale che può essere anche programmato per acquisire dati anche da altre fonti
.
L’iAudio G3, che pesa appena 34 grammi, possiede un nuovo sistema di
navigazione tramite stick per controllare tutte le funzioni del lettore,
inoltre, grazie alla connessione Usb 2.0 High Speed, offre la massima velocità
di trasferimento dati e può essere usato come unità di archiviazione portatile
per condividere così documenti come foto e immagini.
I dispositivi di iAudio, distribuiti in Italia da Domina, sono disponibile in 4
versioni differenti per capacità. Il modello base, dotato di 256Mbyte di flash,
ha un prezzo suggerito al pubblico di euro 149, mentre il secondo, con 512Mbyte
di memoria costa 219 euro e il terzo, dalla flash generosa, da 1Gbyte, ha un
prezzo di 279 euro. Per quanto riguarda il quarto ed ultimo modello, infine, è
dotato di una flash memory da 2 Gbyte. Il suo prezzo però non è stato al
momento reso noto.
(edited by www.giornaletecnologico.it)
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