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L'ASSMI insieme ad altre ditte produttrici di supporti multimediali hanno
avviato un'azione legale contro la SIAE.
Il motivo di questa causa è "l'equo compenso", una tassa
introdotta circa un anno fa sui dispositivi (CD, DVD, memory card..) vergini
registrabili. Questa tassa è stata introdotta dalla SIAE perchè così
chiunque ne acquisti il supporto paghi anche una quota alla Società degli
Autori.
Secondo le aziende sopra citate a causa di questa tassa il loro mercato
sarebbe in calo di circa il 40%. Allora hanno deciso di citare la SIAE in
tribunale, secondo i legali della difesa questa tassa servirebbe a pagare i
diritti di future copie legali di materiali protetti da copyright (come film in
DVD o CD musicali).
Il punto è che, inoltre, a circa un anno dall’entrata in vigore del decreto in materia di diritto d’autore e copia privata, il compenso è stato maggiorato e calcolato in misura fissa per ogni tipologia di supporto.
A causa di questo "equo compenso" i prezzi per alcuni supporti si
sono visti aumentare del 60% a causa della tassa aumentata del 3000%.
Tutto questo sarà portata al tribunale della Comunità Europea perchè ci
sono gli elementi per riconoscerne l'illegittimità.
Secondo noi non vedo perchè dovremmo pagare questo "equo
compenso" per dei supporti vergini che magari ci servono per registrare
filmati personali. Lasceremo decidere al giudice.
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