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Puntuale, arriva la versione definitiva di Google Search, in beta già a partire dallo scorso ottobre.
A differenza del «classico» Google che usiamo dutti i giorni, come dice il nome Desktop Search non è progettato per rovistare tra le risorse online quanto tra i file che sono finiti nelle pieghe del nostro hard disk.
È gratuito e può essere scaricato, in inglese e solo per Windows, dal sito desktop.google. com.Rispetto alla versione beta, che indicizzava e cercava documenti di tipo Microsoft Office, email di Outlook, pagine Web visitate e messaggi istantanei di Aol, la versione definitiva è più flessibile e digerisce anche il formato Adobe Acrobat e le meta-informazioni dei file musicali, delle immagini e le clip video.
Parallelamente alla sempre maggior popolarità dei browser e dei client email non targati Redmond, ora viene scansionato anche il contenuto delle caselle postali di Netscape e Thunderbird e le pagine visitate con Firefox o Netscape.
E il limite è solo il cielo, visto che per i documenti non riconoscibili Desktop Search propone agli sviluppatori di scrivere dei plug-in che rendano l’applicazione compatibile con i loro formati di file.
Tra questi, almeno nelle speranze di Google, dovrebbe arrivare presto l’estensione per scartabellare nelle librerie musicali di
iTunes.
Il computer degli utenti è l’ultima frontiera dove si combatte la lotta senza quartiere per il dominio del ricchissimo mercato dei motori di ricerca.
Un braccio di ferro che ha fatalmente finito per mettere in rotta di collisione Google e Microsoft, impegnate in entrambi i fronti. In attesa dell’integrazione delle funzioni di ricerca in Longhorn, la soluzione Microsoft attualmente disponibile è la Msn Toolbar Suite, che offre anche funzioni aggiuntive come le ricerche nel Web e il blocco delle finestre pop-up. Alla questione è interessata anche Yahoo!, che sta sviluppando un software per le ricerche locali grazie alla partnership con gli specialisti di X1 Technologies. Google invece punta sullo sviluppo in casa del desktop search, il che secondo gli analisti di Garthner potrebbe dargli quella flessibilità e velocità di adattamento della soluzione alle esigenze del mercato che alla lunga potrebbero essere vincenti.
La versione beta del Desktop Search aveva attirato le critiche degli esperti di sicurezza, ma su questo fronte in Google hanno lavorato seriamente; ora il software esclude dall’indicizzazione sia i documenti protetti da password sia le pagine Web che usano protocolli di sicurezza come Https, per esempio le pagine dell’home banking, per garantire la privacy.
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